
Nel diritto francese, il divorzio designa la dissoluzione giuridica del matrimonio, pronunciata sia da un giudice, sia da atto di avvocato depositato presso un notaio secondo la forma scelta. Ogni tipo di divorzio segue un calendario e delle formalità specifiche, il che rende la preparazione del dossier determinante per la durata e il costo della procedura.
Cartografia patrimoniale e budget previsionale prima di qualsiasi passo
Prima ancora di contattare un avvocato, raccogliere una visione completa del patrimonio della coppia cambia l’andamento della procedura. Estratti conto bancari, titoli di proprietà, contratti di assicurazione sulla vita, tabelle di ammortamento dei crediti: questi documenti permettono di quantificare la situazione reale ed evitare brutte sorprese al momento della divisione.
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Stabilire un budget previsionale fin dall’inizio evita i blocchi finanziari durante la procedura. Questo budget integra gli onorari dell’avvocato (stabiliti da convenzione d’onorari firmata prima dell’inizio del mandato), eventuali spese notarili, spese di commissario di giustizia e il costo di un alloggio separato se la residenza comune viene abbandonata.
Per comprendere meglio la cronologia completa, la procedura di divorzio su Cap Famille dettaglia le fasi che vanno dalla convenzione alla firma finale.
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Gli sposi che dispongono di risorse insufficienti possono richiedere l’aiuto giurisdizionale, che copre tutto o parte delle spese. Questa richiesta va preparata in anticipo per non ritardare l’avvio della procedura.

Divorzio consensuale: il percorso senza giudice dal 2017
Dal 2017, il divorzio consensuale non passa più davanti a un giudice, salvo quando un bambino minorenne richiede di essere ascoltato. I due coniugi scelgono ciascuno un avvocato, poi gli avvocati redigono insieme una convenzione che regola tutte le conseguenze del divorzio: divisione dei beni, alimenti, residenza dei bambini, prestazione compensativa.
Una volta finalizzato il progetto di convenzione, ciascun coniuge ha un termine di riflessione di quindici giorni prima della firma. Questo termine decorre dalla ricezione del progetto tramite raccomandata. Nessuna firma può avvenire prima della scadenza.
Dopo la firma da parte dei due coniugi e dei rispettivi avvocati, la convenzione è depositata presso il notaio entro sette giorni. Il notaio verifica il rispetto dei termini e delle formalità, poi registra l’atto. Il divorzio acquista quindi forza esecutiva, senza udienza né giudizio.
Documenti da raccogliere per la convenzione amichevole
- Copia integrale dell’atto di matrimonio e degli atti di nascita dei coniugi (e dei figli, se del caso), datati meno di tre mesi
- Contratto di matrimonio o certificato di non-PACS, giustificativi di patrimonio immobiliare e mobiliare, estratti conto bancari comuni e personali
- Giustificativi di reddito degli ultimi dodici mesi (buste paga, avvisi di imposizione), attestazione di domicilio separato se la separazione di fatto è già effettiva
- Stato liquidativo notarile se la coppia possiede un bene immobiliare, obbligatorio per procedere alla divisione
Divorzio contenzioso: le fasi dalla riforma del 2021
Quando i coniugi non riescono a raggiungere un accordo globale, si applica la procedura di divorzio contenzioso. La riforma derivante dalla legge del 23 marzo 2019, entrata in vigore il 1° gennaio 2021, ha modificato profondamente il suo svolgimento.
Assegnazione e orientamento
L’udienza di conciliazione precedente è scomparsa. L’avvocato del richiedente si rivolge direttamente al giudice delle famiglie tramite un’assegnazione di divorzio, che specifica il fondamento giuridico scelto (colpa, alterazione definitiva del legame coniugale, accettazione del principio della rottura). Il giudice territorialmente competente è quello del luogo di residenza della famiglia o, in mancanza, quello del luogo di residenza del coniuge con cui vivono i bambini minorenni.
Durante l’udienza di orientamento, il giudice fissa il calendario della procedura e può ordinare misure provvisorie: attribuzione dell’alloggio coniugale, fissazione di un assegno alimentare provvisorio, organizzazione della residenza dei bambini. Queste misure si applicano per tutta la durata del procedimento.
Messa in stato e giudizio
Durante la fase di messa in stato, ogni avvocato scambia conclusioni e documenti giustificativi. Il giudice della messa in stato vigila sul rispetto del calendario e decide su eventuali incidenti (richieste di comunicazione di documenti, contestazioni di misure provvisorie).
L’udienza di giudizio si svolge una volta che il dossier è completo. Il giudice delle famiglie pronuncia il divorzio, decide sulla prestazione compensativa, sull’assegno alimentare per i bambini, sulla divisione dei beni e sull’autorità genitoriale. La sentenza è soggetta ad appello entro un mese dalla sua notifica.

Prestazione compensativa e assegno alimentare: due nozioni distinte
La confusione tra questi due meccanismi rimane frequente. La prestazione compensativa mira a correggere la disparità di livello di vita creata dalla rottura del matrimonio. Essa è fissata in base alla durata del matrimonio, all’età e allo stato di salute dei coniugi, alle loro qualifiche professionali e al loro patrimonio rispettivo. Viene versata più spesso sotto forma di capitale.
L’assegno alimentare, invece, riguarda il contributo al mantenimento e all’educazione dei bambini. Il suo importo è fissato in base alle risorse di ciascun genitore e ai bisogni del bambino. Rimane dovuto fino a quando il bambino raggiunge l’autonomia finanziaria, anche oltre la maggiore età se questi prosegue gli studi.
Questi due elementi vengono negoziati o discussi separatamente. In un divorzio amichevole, figurano nella convenzione. In un divorzio contenzioso, il giudice decide su ciascuno di essi nella sentenza di divorzio.
La scelta tra divorzio amichevole e contenzioso non dipende solo dal grado di intesa tra i coniugi. La complessità del patrimonio, la presenza di bambini minorenni e l’esistenza di disaccordi su un solo punto (affidamento, importo di un assegno) a volte sono sufficienti per orientare verso una procedura giudiziaria, anche quando il principio della separazione è consensuale.